Imprenditrici Donne si nasce o si diventa

Imprenditrici donne si nasce o si diventa?

Imprenditrici Donne si nasce o si diventa
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Imprenditrici Donne si nasce o si diventa?

Donne Manager e il difficile compito di intraprendere senza perdere mai di vista la vera essenza di essere Donna.

Molte donne sono convinte di non essere in grado di fare impresa eppure non smettono di sognarlo.

Nascere con un grande talento sicuramente aiuta, ma intraprendere resta l’unico gesto che si rivela davvero coraggioso.

La prima regola quindi è quella di rinunciare al ruolo di vittima e assumerci la responsabilità delle nostre scelte.

Sappiamo benissimo che le soluzioni possono arrivare solo da noi: inizia da un dialogo interno che ti motivi all’azione.

Io personalmente ho la casa tappezzata di frasi che mi mantengono focalizzata sul mio obiettivo.

Crea un piano d’azione.

Prendi carta e penna ed estrai il tuo perchè, ciò in cui sei brava, ciò che ami fare, ciò di cui il tuo settore ha bisogno e ciò per cui dovresti esser pagata. In questo modo potrai trovare il tuo scopo e la tua vera motivazione, solo cosi i clienti si accorgeranno di te.

I modi per fare impresa sono molti ma prima di parlare di business plan parti da te stessa e rendi la tua immagine forte.

Datti delle regole 

1. Impara a ridere di te stessa

Impara a sdrammatizzare ogni situazione e osserva da una prospettiva diversa trovando il lato positivo.

2. Chiediti cosa vuoi veramente e fissa i tuoi obiettivi.

Gli obiettivi che ti poni devono essere coerenti con quello che vuoi veramente e devono essere raggiungibili perché diversamente rischi di minare la tua autostima.

3. Sii coraggiosa

Il coraggio è qualcosa che trovi dentro di te e nessuno te lo può dare.

4. Dai valore a te stessa

Impara a piacerti senza cercare il consenso di tutti, d’altra parte non possiamo piacere a tutti, inoltre il giudizio negativo esterno ci porta spesso fuori strada.

Per fare questo circondati, almeno all’inizio di gente positiva ed elimina le persone che in qualche modo ti frenano.

5. Introduci nuove abitudini nella tua routine quotidiana per allenarti al cambiamento

Fai cose nuove che non hai mai fatto: impara una lingua nuova, iscriviti a un corso di teatro, di dizione, impara a suonare un nuovo strumento, fai uno sport che ti piace e ti diverte, fai nuove conoscenze.

6. La  prima regola d’oro per avere fiducia in noi stesse è avere cura della propria persona.

Già, proprio così. Mens sana in corpore sano dicevano i latini. Dedicati tempo e attenzioni, se stai bene con te stessa gli altri se ne accorgono.

7. Affronta le difficoltà con il giusto atteggiamento e saprai accogliere nuove sfide ogni giorno.

Noi donne siamo molte brave ad essere dure con noi stesse. Forse anche per le realtà intorno a noi è stata piuttosto dura.

La mia difficoltà iniziale è stata proprio questa quella di allontanarmi dal mio  giudizio e da quello altrui, ho iniziato ad essere più amorevole nei miei confronti e sono diventata la mia prima fan. Di me stessa e quando credi in te stessa la fuori se ne accorgono tutti.

 Oggi in particolare   rivolgo molte delle mie attenzioni alle donne Manager per affiancarle nel difficile compito di saper intraprendere senza perdere mai la vera essenza di essere Donna!

Perché In un mondo apparentemente perfetto, la più grande innovazione oggi per una donna è essere autentica.

Manuela Misino
Business & Life Coach

Come gestisce il tempo una Donna? Quali sono i segreti per riappropriarsi di questa preziosa risorsa

Come gestisce il tempo una Donna?

Come gestisce il tempo una Donna? Quali sono i segreti per riappropriarsi di questa preziosa risorsa
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Come gestisce il tempo una Donna?

Quali sono i segreti di una donna per riappropriarsi di questa preziosa risorsa… il tempo?

Come gestisce il tempo una Donna? La cultura dominante in questo momento è quella di lamentarsi…Non ho abbastanza tempo per far tutto ciò che voglio.Tutti: dagli studenti, ai Manager e alle casalinghe, sembrano essere d’accordo nel concordare di non avere tempo.

Eppure come sappiamo il tempo è meritocratico, tutti ne abbiamo a disposizione la stessa quantità.

Non avere abbastanza tempo è una scusa: se non hai tempo per fare qualcosa vuol dire che non la desideri abbastanza. Quando hai interesse per qualcosa, il tempo scorre più velocemente.

La prima regola è che: il tempo che trovi da dedicare a un’attività dipende da quanto realmente ti interessa.

Il segreto per riappropriarsi di questa risorsa preziosa è innanzitutto ridefinire il concetto di tempo…

Il tempo esiste perché esistono gli strumenti per misurarlo, come il calendario e l’orologio.

Il calendario viene utilizzato per inserire un’attività nel tempo e l’orologio quanto tempo mi serve per  fare quella determinata attività…

Spetta quindi a noi vivere nel tempo degli altri, rimanendo però padroni del nostro calendario e del nostro orologio.

Il secondo segreto è che il tempo è una risorsa finita, ciò vuol dire che da un lunedì a un altro lunedì ci sono 168 ore, non esiste la settimana dei tre lunedì così come non esiste la venticinquesima ora. All’interno di queste 168 ore dobbiamo farci stare le cose per noi importanti e quelle significative, per farlo dobbiamo partire dalla fine della nostra timeline e pensare che alla fine queste 168 ore non torneranno mai più, perché il tempo è irripetibile.

Nel presente esiste solo l’adesso, il passato non c’è più e bisogna staccarsi da vincoli emotivi, così come ancora non esiste il futuro, esistono progetti, visioni, obiettivi che spetta a noi rendere concreti. Ma nel rispetto assoluto del tempo presente esiste solo il qui ed ora, senza mai voltarsi indietro e senza guardare avanti senza aver svolto le attività dell’oggi.

Secondo la psicologia comportamentale per gestire il presente il segreto sta nelle due P che ci permettono di passare da prigionieri del tempo a padroni del nostro tempo.

La prima P è vivere per Priorità, la seconda P rispettare la puntualità.

Priorità deriva dal latino Prius, cosa viene prima e cosa dopo…quindi  innanzitutto devo riconoscere le cose importanti da quelle urgenti in base ai miei obiettivi e scadenze, spesso ci ritroviamo a fare le cose urgenti rimandando le cose per noi importanti al giorno dopo, al mese dopo…

E poi arriva l’eleganza del tempo, la puntualità, che vuol dire calcolare quanto tempo ci vuole per fare una determinata attività, e questo vuol anche dire interiorizzare la capacità di prevedere il tempo necessario per fare le cose.

Quando divento padrone del mio tempo posso praticare il no, e questo ci fa sentire liberi.

Prendiamoci il nostro tempo e con gentilezza e cortesia neghiamoci a chi ci chiede: hai un minutino?

Non avere una scelta è già una scelta, e tutti abbiamo imparato che non è mai troppo tardi.

Non occorrono stravolgimenti, ma anche piccoli gesti quotidiani possono cambiare la nostra vita.

Manuela Misino
Business & Life Coach

Ezio Bosso, leader direttore d'orchestra

Un vero leader e’ un direttore d’orchestra

Ezio Bosso, leader direttore d'orchestra
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Un vero leader e’ un direttore d’orchestra. Grazie Ezio.

La musica e la capacità di ascoltare.

Ezio Bosso diceva che la musica ci insegna la cosa più importante che esista: ascoltare.

Quella di Ezio è la storia di un uomo che più di ogni altro ha mostrato questa caratteristica che è tipicamente femminile.

Forse perché un direttore di orchestra deve essere inclusivo e sa che ogni strumento ha la sua forza, così come ogni persona, ed esattamente come in un team da il suo prezioso contributo.

Ezio ha saputo far sua una sensibilità che è naturalmente femminile, 

Alle donne, in alcuni casi, manca solo il coraggio di posizionarsi li al centro del palco e provare a dirigere un’orchestra.

La miglior conclusione è immaginare proprio queste donne, mentre si lasciano andare a un sorriso unico e rimanendo nella loro femminilità, senza imitare nessuno, come ci ha insegnato il Maestro.

Grazie Ezio

Manuela Misino
Business & Life Coach

Mercato immobiliare: cambiamento ed evoluzione

Mercato immobiliare: cambiamento ed evoluzione

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Mercato immobiliare come è cambiato ed evoluto?

Pratica quotidiana di un agente immobiliare, vuol dire “fare per imparare ed imparare durante il fare”

È accertato che lo scenario del mercato immobiliare è molto cambiato ed evoluto. Forse i cambiamenti più importanti sono collegati allevoluzione di internet e della comunicazione elettronica. Sebbene sia cambiato il contesto, i principi di comunicazione però non sono cambiati. Anzi, la comunicazione interpersonale sembra non essere “colpita” dagli stessi cicli vitali che hanno i prodotti tecnologici; cicli che stanno diventando sempre più brevi e veloci e avvertono tutte le aziende, di mettere in moto nuovi principi e nuove metodologie.

Questo tradotto nella pratica quotidiana di un agente immobiliare, vuol dire: “fare per imparare ed imparare durante il fare.”

Fermarsi e osservare è l’anticamera di ogni cambiamento e di ogni evoluzione e non c’è concetto più adatto per l’attività di un agente immobiliare nell’epoca attuale.

Certo, cambiare non è assolutamente semplice, abbiamo sempre delle forze interne che ci bloccano e cercano di mantenerci all’interno di routine che svolgiamo quotidianamente, però i tempi stanno cambiando, il mercato immobiliare sta evolvendo e se vogliamo continuare a operare in questo settore è necessario che noi ci predisponiamo a uno switch.

Abbiamo cambiato in meglio la vita di qualcuno – di solito senza nemmeno rendercene conto.

Gli americani dicono «Its all about woman, its all about us!».  Dipende tutto da noi.

La leadership al femminile nella nostra cultura aziendale non è così valorizzata, ma i dati oltreoceano nel settore del real estate ci raccontano una storia diversa, dove molte aziende hanno ai vertici la figura della donna.

Sappiamo che la caratteristica principale della donna è la dote del multitasking: riesce a gestire contemporaneamente lavoro, figli, ed esigenze degli altri; allo stesso tempo, abbiamo la tendenza a chiederci continuamente se siamo state all’altezza del compito o avremmo potuto fare di meglio, cercando il miglioramento continuo.

Io, personalmente, mi sono fatta in quattro per conciliare i momenti importanti dei miei quattro figli e la carriera manageriale, e le difficoltà non sono certo mancate. Proprio in questi momenti ho individuato le mie vere passioni e ho scoperto i miei talenti.

Essere donne nel mondo del lavoro oggi è già un lavoro di per sé.”

Ho iniziato a lavorare alla metà degli anni novanta, quando le aziende erano quasi totalmente in mano agli uomini, e le poche donne che c’erano raramente si trovavano in posizioni di responsabilità.

Contro ogni previsione e sfidando chi diceva che, per politica aziendale, non cercava figure femminili, ho avuto una meravigliosa carriera durata diciassette anni, per poi seguire il mio sogno legato al mondo della formazione aziendale e della crescita personale.

Occorre l’idea giusta, ma anche un metodo per renderla efficace.

Essenziale quindi pensare in modo differente, anticipare il mercato. La creatività e la flessibilità, sono armi fondamentali per rispondere rapidamente ai cambiamenti e agli imprevisti che si presentano durante il percorso, per muoversi di conseguenza con determinazione, senza dimenticare una certa dose di umiltà.

Lapprezzamento di sé e lautostima sono le cose più importanti che dobbiamo possedere, se non possediamo queste qualità allora dobbiamo svilupparle.”

All’inizio della mia carriera di formatrice ho sentito la necessità di mettere in campo le mie competenze e fare un cambiamento, non inteso come rinunciare a qualcosa di me stessa, ma piuttosto come “evolvere”.

Quando vogliamo fare un salto di qualità, il consiglio che mi sento di dare è quello di affiancarsi a un mentore, e io sono partita proprio da qui.

Questa figura aiuta a muovere i primi passi verso il cambiamento, a credere in se stessi e a “farci aprire gli occhi”.

A Sabina Gatto, CEO del gruppo Sit Immobiliare di Lugano, tutto questo è molto chiaro.

Sabina non formula teorie astratte di management ma contribuisce a costruire un ambiente dove la pratica esperita serve a trasformare l’azione in conoscenza, per costruire un modello di business che può essere comunicato e usato dal team.

Valorizzare il sapere che arriva dal nostro lavoro senza contrapporlo con il nostro essere delinea un modo di essere manager, senza ridurre il management a una formula.

Insieme abbiamo creato un progetto per una linea formativa nel settore del Real Estate che tocca tematiche, dalla comunicazione alla leadership, al ciclo produttivo.

Il nostro sarà il secolo del sorpasso”.

Sarà l’epoca in cui ogni agente immobiliare avrà sempre più posizioni di responsabilità e noi partiamo dal presupposto che sia necessario definire prima di tutto cosa ci rende una persona di successo e felice e cosa ci induce ad apprezzare meglio il nostro presente e il futuro.

Nel nostro progetto formativo partiamo dalla gestione emozionale, che ha a che fare con la motivazione e la buona gestione dei collaboratori. Dal punto di vista potenziale l’intelligenza emotiva aiuta il professionista del settore a superare l’ansia di voler «dimostrare di sapere tutto», per essere considerato «all’altezza di ogni situazione», a favore di quello che invece è definito «ascolto attivo», in cui si lascia spazio alla controparte e si interviene con domande che stimolano la comunicazione.

La vera sfida è rendere al meglio nella professione, e sfruttare le nostre caratteristiche più profonde, ma prima di tutto dobbiamo apportare dei cambiamenti a livello mentale e poi la vita ci sorprenderà di conseguenza.

Viviamo spesso in base al nostro passato, ma quando cambiamo il modo di pensare possiamo scoprire un nuovo domani.

La passione è la ragione per cui ti alzi volentieri al mattino, è ciò che ti spinge e ti motiva ad agire. Motivazione e passione si auto-alimentano e ci aiutano a sviluppare il talento.

Per preoccuparci realmente degli altri dobbiamo comprenderli, capire cosa preferiscono, cosa provano, ma anche cosa pensano.

La casa rispecchia la persona, e per capirla al meglio è indispensabile, seguire i pensieri e i sogni dei nostri clienti, con determinazione e creatività,

La svolta di ogni business non sta tanto nell’idea geniale, quanto nel dare un valore  a qualcosa che già esiste, interpretandolo in forma diversa.

La passione stimola donne e uomini, e influenza ogni nostra decisione. Riconoscere che le emozioni hanno un ruolo, ed essere disponibili a discuterle, ci rende manager, partner e colleghi migliori.

«Fatto è meglio che perfetto». Ho cercato di far mio questo motto e di lasciar perdere il perfezionismo, dando spazio all’azione e allontanando gli standard irraggiungibili. In alcuni casi sarà tutto più complicato, ma partendo da qui si potrà effettuare quello “switch” che finora ha portato solo alla frustrazione.

Raggiungere il successo, significa aver superato molte sfide, e per migliorare le caratteristiche sul lavoro è necessario accettare di cambiare, avendo ben chiaro lobiettivo.

 

Foto di gruppo di Manuela Misino con team Sit

Il progetto formativo con il gruppo Sit vuole essere uno stimolo per il team a trovare la giusta motivazione, per crearsi un modello personale e unico di leadership sulla base dei propri valori e della propria identità. Leggi l’articolo pubblicato su Sit 

Il “potere delle persone” è superiore alle persone di potere”.

Manuela Misino
Business & Life Coach

Leadership al femminile dipende da noi

Leadership al femminile: dipende tutto da noi

Leadership al femminile dipende da noi

Leadership al femminile: dipende tutto da noi.

Gli americani dicono “It’s all about women, it’s all about us!”

Leadership al femminile: come? Il mondo del lavoro ha subito cambiamenti enormi e la leadership è diventata una caratteristica imprescindibile del manager di oggi. Ma essere un leader donna in un contesto ancora molto maschile richiede la necessità di adottare un approccio diverso, perché le donne incontrano più ostacoli dei colleghi nel fare carriera, e non per questioni di capacità e talento ma per un perpetuarsi di stereotipi e pregiudizi che rendono le carriere femminili un percorso ad ostacoli.

Tutti noi – uomini e donne, senza differenze – dobbiamo comprendere e riconoscere in che modo gli stereotipi offuscano le nostre convinzioni e anziché ignorare le differenze, dobbiamo apprezzarle e integrarle: questa consapevolezza è fondamentale come spinta ad agire.

Apportare cambiamenti richiede tempo e passo dopo passo, istante dopo istante, giorno dopo giorno, la pratica e l’esercizio costante ci porteranno dove vogliamo “essere”.

Abbiamo cambiato la vita di qualcuno – di solito senza nemmeno rendercene conto.

“Leadership significa migliorare la condizione altrui grazie alla nostra presenza e accertandosi che i risultati siano duraturi, anche in nostra assenza.”

Alcune donne sono troppo rigide verso se stesse e cadono nel giudizio e nell’autocritica.

La nuova leadership al femminile richiede di saper gestire i propri talenti, riconoscere i propri punti di forza e individuare le proprie aree di miglioramento; potrai trovare capacità oppure convinzioni limitanti da trasformare in condizioni potenzianti.

La leadership femminile nella nostra cultura aziendale non è così valorizzata, ma i dati oltreoceano ci raccontano una storia diversa, dove molte aziende hanno ai vertici la figura della donna.

Uomini e donne sono veramente diversi? Sì, lo sono, e questa differenza se valorizzata e compresa può essere un elemento di crescita per le aziende.

La femminilità è un mix di talenti, non possiamo pensare di comportarci come gli uomini; anzi, dobbiamo imparare a valorizzare quelle caratteristiche che sono il nostro marchio di fabbrica: empatia, creatività e capacità di relazione.

Sappiamo che la caratteristica principale della donna è la dote del multitasking: riesce a gestire contemporaneamente lavoro, figli, ed esigenze degli altri; allo stesso tempo, abbiamo la tendenza a chiederci continuamente se siamo state all’altezza del compito o avremmo potuto fare di meglio, cercando il miglioramento continuo.

Io, personalmente, mi sono fatta in quattro per conciliare i momenti importanti dei miei quattro figli e la carriera manageriale, e le difficoltà non sono certo mancate. Proprio in questi momenti ho individuato le mie vere passioni e ho scoperto i miei talenti.

La forza delle donne è che pensano al futuro dei loro figli. Per questo il loro impegno sul lungo termine è garantito”.

Essere donne nel mondo del lavoro oggi è già un lavoro di per sé.

Ho iniziato a lavorare alla metà degli anni novanta, quando le aziende erano quasi totalmente in mano agli uomini, e le poche donne che c’erano raramente si trovavano in posizioni di responsabilità.                                    

Contro ogni previsione e sfidando chi diceva che, per politica aziendale, non cercava figure femminili, ho avuto una meravigliosa carriera durata diciassette anni, per poi seguire il mio sogno legato al mondo della formazione aziendale e della crescita personale.

Occorre l’idea giusta, ma anche un metodo per renderla efficace.

E’ essenziale quindi pensare in modo differente, anticipare il mercato. La creatività e la flessibilità, sono armi fondamentali per rispondere rapidamente ai cambiamenti e agli imprevisti che si presentano durante il percorso, per muoversi di conseguenza con determinazione, senza dimenticare una certa dose di umiltà.

L’apprezzamento di sé e l’autostima sono le cose più importanti che una donna può possedere, se non possediamo queste qualità allora dobbiamo svilupparle.

All’inizio della mia carriera di formatrice ho sentito la necessità di mettere in campo le mie competenze e fare un cambiamento, non inteso come rinunciare a qualcosa di me stessa, ma piuttosto come “evolvere”.

Quando vogliamo fare un salto di qualità, il consiglio che mi sento di dare è quello di affiancarsi a un mentore, e io sono partita proprio da qui.

La mia carriera nel mondo della formazione inizia da questo principio. Nel 2016 ho individuato in Bruno Vettore, stimato Manager ai vertici di aziende di primaria importanza ed esperto di comunicazione, la figura del mio mentore.

Questa figura aiuta a muovere i primi passi verso il cambiamento, a credere in se stessi e a “farci aprire gli occhi”.

Unendo i nostri “know how” abbiamo ideato una linea formativa che tocca le tematiche femminili a 360°, dalla comunicazione alla leadership al femminile, sia a livello professionale che personale.

 “Excellence For Womanè pensato sia per le donne che hanno appena intrapreso un lavoro che per quelle che si sono fermate per svariati motivi e desiderano rimettersi in gioco, ma viene pensato anche per gli uomini che vogliono scoprire il mondo misterioso della donna.

“Il femminile non è meglio del maschile e il maschile non è meglio del femminile. Siamo diversi e complementari, entrambi abbiamo bisogno di imparare qualcosa del nostro genere e dell’altro, di aggiustare e di modellare”.

Il nostro sarà il secolo del sorpasso”, come afferma Aldo Cazzullo nel libro ricordandoci quanto fosse difficile la condizione femminile nel passato, ci induce ad apprezzare meglio il nostro presente e il futuro sarà l’epoca in cui le donne avranno sempre più posizioni di responsabilità. Noi partiamo dal presupposto che sia necessario definire prima di tutto cosa rende una donna di successo e felice.

Deve essere chiaro che non tutte le donne desiderano fare carriera o avere figli, mentre altre aspirano ad entrambe le cose.

Insegniamo “emozioni” e certifichiamo “passioni”…

L’intelligenza emotiva ormai è sempre più importante e questo vale in particolare per i manager.

Nel nostro progetto formativo partiamo dalla gestione emozionale, che ha a che fare con la motivazione e la buona gestione dei collaboratori. Dal punto di vista potenziale non ci sono differenze fra uomini e donne, però di fatto l’intelligenza emotiva aiuta le donne a superare l’ansia di voler «dimostrare di sapere tutto», per essere considerate «all’altezza di ogni situazione», a favore di quello che invece è definito «ascolto attivo», in cui si lascia spazio alla controparte e si interviene con domande che stimolano la comunicazione.

In un’epoca così veloce non potevamo immaginare che la flessibilità necessaria a far fronte alle responsabilità di moglie e mamma nel mondo del lavoro non si allineasse alle esigenze contemporanee.

Nonostante le donne avanzino nel mondo del lavoro, le stesse tendono ad imitare l’unico modello di leadership riconosciuto, ovvero quello maschile.

La vera sfida è rendere al meglio nella professione «in quanto donna»,  e sfruttare le nostre caratteristiche più profonde e femminili. Questo non significa essere mamme nei confronti dei colleghi o dei collaboratori, bensì essere morbide e ferme nel contempo.

Gli stereotipi di genere ci hanno trasferito un modello femminile che si concentra sulle aspettative di altri fino a vivere, in alcuni casi, le aspirazioni professionali e le ambizioni personali che altri hanno voluto per noi.

Sul piano professionale, le donne sono ambiziose quanto gli uomini, eppure, se andiamo a leggere, i dati indicano chiaramente che, in tutti i campi, il numero di uomini che aspira alle posizioni di leader è molto più elevato; in realtà le donne non sono meno ambiziose degli uomini, ma aspirano a obiettivi diversi.

Maschi e femmine sono trattati in modo diverso fin dalla nascita, etichettando le donne come più affettuose e gli uomini come più assertivi; mentre i maschi vengono incoraggiati a prendere il comando e a esprimere le loro opinioni, alle bambine viene insegnato ad avere un comportamento appropriato da “brava bambina”, utilizzando il silenzio.

Gli stereotipi di genere che vengono insegnati durante l’infanzia si rafforzano durante la nostra crescita, fino a diventare profezie autoavveranti.

Dal punto di vista culturale, le donne hanno sempre creduto di dover mettere i bisogni degli altri davanti ai propri per essere “brave”: quello che vogliamo trasmettere con “Excellence for Woman” è dare valore a te stessa e alle tue capacità, così come ci hanno insegnato ad apprezzare quelle degli altri.

La donna in carriera deve spesso fare i conti con i sensi di colpa: difficilmente lo stereotipo della donna che lavora è attraente, talmente assorbita dalla carriera da non poter avere una vita privata.

Prima di tutto dobbiamo apportare dei cambiamenti a livello mentale e poi la vita ci sorprenderà di conseguenza. Viviamo spesso in base al nostro passato, ma quando cambiamo il modo di pensare possiamo scoprire un nuovo domani.

Tutti noi abbiamo un’inclinazione e siamo particolarmente portati per quel qualcosa, allora cosa ne abbiamo fatto e dov’è finito adesso?

La passione è la ragione per cui ti alzi volentieri al mattino, è ciò che ti spinge
e ti motiva ad agire. Motivazione e passione si auto-alimentano e ci aiutano a sviluppare il talento.

Se si chiede a un uomo di spiegare il proprio successo, certamente lui ne attribuirà il merito alle proprie doti e capacità innate. Ponendo la stessa domanda a una donna, lei attribuirà il proprio successo a fattori esterni, «essere stata fortunata» oppure «essere stata aiutata da altri». Nelle situazioni in cui un uomo e una donna ottengono entrambi un insuccesso, l’autostima della donna cala in modo assai superiore. L’interiorizzazione del fallimento e l’insicurezza che comporta, influiscono negativamente sul rendimento futuro, avendo pesanti ripercussioni a lungo termine.

Non sono soltanto le donne a essere dure con se stesse, anche i colleghi e i media sono pronti ad attribuire i successi femminili a fattori esterni.

Se desideriamo un mondo con maggiore uguaglianza, dobbiamo riconoscere la minore probabilità che le donne tengano la mano alzata. Servono dei modelli che notino e correggano questo comportamento, sviluppando il talento al femminile. A loro volta le donne devono imparare a tenere le mani alzate perché, quando le abbassano, anche i manager con le migliori intenzioni potrebbero non accorgersene.

Ritengo che tutti noi, uomini e donne allo stesso modo, dovremmo riconoscere che nessuno fa nulla da solo e che per continuare a crescere e a evolvere, dobbiamo credere nelle nostre capacità.

Decenni di ricerche nelle scienze sociali confermano che valutiamo le persone sulla base di stereotipi (fra cui genere, razza, nazionalità ed età).

Gli stereotipi sugli uomini li propongono come attivi, decisi e determinati; quelli sulle donne le descrivono come sensibili, inclini a occuparsi degli altri e alla condivisione.

Viceversa, se una donna esercita pressioni affinché un lavoro venga portato a termine, se è molto competente, se è concentrata sui risultati anziché sul compiacere gli altri, allora si sta comportando come un uomo, e per tutelarci dalle critiche, mettiamo in dubbio le nostre capacità e sminuiamo i nostri risultati, soprattutto in pubblico. Ci mortifichiamo prima che siano gli altri a farlo.

Quando vuoi cambiare le cose, non puoi compiacere tutti. Se lo fai, significa che non stai progredendo abbastanza.

Gli uomini si concentrano su come gestire gli affari e le donne su come gestire la carriera. Gli uomini vogliono risposte, le donne consenso e aiuto.

La condivisione delle emozioni riesce a costruire relazioni più profonde, anche perché siamo motivati da ciò che ci sta veramente a cuore.

Per preoccuparci realmente degli altri dobbiamo comprenderli, capire cosa preferiscono, cosa provano, ma anche cosa pensano. L’emozione stimola donne e uomini, e influenza ogni nostra decisione. Riconoscere che le emozioni hanno un ruolo, ed essere disponibili a discuterle, ci rende manager, partner e colleghi migliori.

Fatto è meglio che perfetto“. Ho cercato di far mio questo motto e di lasciar perdere il perfezionismo, dando spazio all’azione e allontanando gli standard irraggiungibili. In alcuni casi sarà tutto più complicato, ma partendo da qui si potrà effettuare quello “switch” che finora ha portato solo alla frustrazione.

Raggiungere il successo ed entrare nella stanza dei bottoni significa aver superato molte sfide, e per migliorare le caratteristiche sul lavoro è necessario accettare di cambiare, avendo ben chiaro l’obiettivo.

Il nostro progetto al femminile vuole essere uno stimolo a trovare la giusta motivazione, per crearsi un modello personale e unico di leadership sulla base dei nostri valori e della nostra identità, con l’obiettivo di dare alle donne qualcosa che gli uomini tendono a ricevere automaticamente: il beneficio del dubbio.

Il “potere delle persone” è superiore alle “persone di potere”.

Leggi il mio articolo pubblicato sulla Rivista Immobili&Co (pagina 5).

Manuela Misino
Business & Life Coach

Real estate - L'agente immobiliare è donna-copertina news -

Real Estate: l’importanza della donna

Real estate - L'agente immobiliare è donna-copertina news -

Real Estate: tutta la forza delle donne!

Quali sono le caratteristiche del successo della donna nel ruolo di agente immobiliare? Scoprilo nel mio articolo.

Ad oggi la percentuale di donne professioniste del mondo immobiliare ha raggiunto numeri più alti, secondo un dato statistico del Presidente Nazionale FIAIP, Gian Battista Baccarini: Le donne che rivestono il ruolo di agente immobiliare sono aumentate del 32% rispetto al triennio precedente” e rispetto al 64% negli Stati Uniti.

Questo sopratutto grazie a una mentalità diversa che vede oggi, molto più che in passato, le donne avere responsabilità al pari degli uomini e in alcuni casi anche maggiori.

La donna sa di essere sotto esame e dover dare il massimo per acquisire valore all’interno del team.

Una donna prima di essere una professionista spesso è anche una madre e una compagna e deve divenire abile nell’ascolto attivo, imparare e negoziare le regole e favorire la gestione positiva dei conflitti.

Lagente immobiliare è un lavoro tagliato su misura per la donna avendo una spiccata sensibilità nell’ascolto, nella comunicazione e nel creare empatia, dove linterazione con il cliente e i colleghi è all’ordine del giorno.

Lagenzia immobiliare è uno dei settori dove finora c’è stata (spesso) molta presenza e cultura maschile. Così, spesso i titolari di azienda finiscono per vedere sempre le stesse cose, con lo stesso punto di osservazione, secondo lunico modello riconosciuto, che alla fine viene seguito perché rassicurante, ma se partiamo dal un altro punto di vista, quello delle donne, che sono meno condizionate a comportarsi secondo lo stereotipo maschile e meno portate a fare come si è sempre fatto. Partono da quello che hanno davanti e vedono cose diverse e vedono le cose diversamente. Per il loro modo di vedere non ci sono riferimenti già dati, ci sono donne di normale eccellenza che svolgono ogni giorno un lavoro di organizzazione dentro e fuori dal lavoro.

La professionista immobiliare non formula teorie astratte di management ma contribuisce a costruire un ambiente dove la pratica esperita serve a trasformare lazione in conoscenza, per costruire un modello di business che può essere comunicato e usato dal team.

Valorizzare il sapere che arriva dal nostro lavoro senza contrapporlo con il nostro essere delinea un modo di essere manager, senza ridurre il management a una formula.

La casa rispecchia la persona, e per capirla al meglio è indispensabile, seguire i pensieri e i sogni dei nostri clienti, con determinazione e creatività, qualità che la donna non deve acquisire ma ha fin dalla nascita.

La svolta di ogni business non sta tanto nellidea geniale, quanto nel dare un valore a qualcosa che già esiste, interpretandolo in forma diversa. Ecco! Questo le donne sanno farlo bene.

Essere Leader donna non è una questione di tecniche o metodi, è una questione di valori.

Le donne che hanno creato innovazioni sono sempre partite dalle loro convinzioni costruendo un modello mentale che hanno trasportato in unorganizzazione aziendale e alla fine lo hanno realizzato concretamente.

Riconoscere il proprio successo è la chiave per incrementarlo e saper creare una dimensione alla quale le persone desiderano appartenere è tipico del mondo femminile.

Le donne hanno talento per la mediazione immobiliare e si dimostrano brave imprenditrici quando decidono di diventarlo veramente.

Manuela Misino
Business & Life Coach

PNL al femminile: Manuela Misino per Sogim Academy | Articoli |

PNL al femminile: Manuela Misino Academy

PNL al femminile: Manuela Misino per Sogim Academy | Articoli |

PNL al femminile: Manuela Misino prof. d’eccezione per Sogim Academy.

Conoscere te stessa e valorizzare le capacità sul lavoro il tema della lezione.

PNL al femminile: il 30 Settembre 2018, sono stata prof. d’eccezione con questo tema alla giornata di alta formazione targata Sogim Academy durante la quale ho guidato le ragazze della società verso un percorso basato su “Conoscere te stessa e valorizzare le capacità sul lavoro“.

Ho accompagnato le Team Assistant della società in un percorso di conoscenza profonda del loro “ioe del loro valore nel mondo del lavoro, un mondo che ancora oggi ha un imprinting prevalentemente maschile.

Alle ragazze ho dato le basi per utilizzare gli strumenti in loro possesso per una comunicazione sempre efficace, i quali punti di forza sono la positività e la determinazione a raggiungere i propri obbiettivi, ed ho fatto eseguire alcuni esercizi pratici molto utili allo scopo del corso.

Certamente un ottimo punto di partenza per l’anno lavorativo delle Team Assistant Sogim, che grazie a lei affiancheranno in seguito i loro agenti con qualche marcia in più” la testimonianza del Gruppo sul mio intervento.

Manuela Misino
Business & Life Coach