Il coraggio delle donne: cambio di mentalità e di abitudini

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Il coraggio delle donne: dipende tutto da noi, possiamo riscrivere il nostro manuale.

Si sente spesso parlare di quote rosa, ma seguendo questo filone vengono introdotte donne nel mondo del lavoro, senza tener conto delle vere competenze, ma per ovviare un dato statistico.
Quando ci sono delle candidature nel mondo professionale in genere, il numero degli uomini che si fanno avanti è molto di più rispetto e quello delle donne, quindi da questo possiamo dedurre che non sono le giuste competenze che mancano alle donne, quello che manca è un pò più di coraggio; in realtà gli uomini osano di più e per questo vanno più avanti.

Noi donne siamo molto scrupolose e ci valutiamo in modo severo, fin da bambine, perché ci hanno insegnato che se davvero volevamo fare carriera dovevamo essere le migliori.
Spesso siamo noi stesse a non darci la giusta chance per andare avanti, mancando il tassello principale, ossia la fiducia in noi stesse e il riconoscimento delle nostre capacità.
Guardando al precedente periodo del lock down a parità di condizioni lavorative, ho visto molte donne, farsi carico della casa, dei compiti dei figli delle lezioni online, ossia la tendenza al multitasking che dà un esempio per niente positivo, perché se ci presentiamo come quelle che fanno tutto e non proteggendo il nostro tempo e senza far valere quelli che sono anche i nostri bisogni e desideri, in questo modo stiamo trasmettendo alle nostre figlie, che ci sarà sempre qualcuno che viene prima di te.
Infatti noi riproduciamo quello che abbiamo visto fare alle nostre mamme.
“Oggi faccio io la spesa, scrivimi cosa comprare”. Quante volte abbiamo sentito questa frase. il problema non è tanto fare la spesa, o la lavatrice, quanto organizzare una to do List per tutta la famiglia, che in qualche modo ci distoglie dal nostro lavoro e da noi stesse.
La donna acquisterà il vero valore, non grazie alle quote rosa, ma solo se ci sarà un cambio di mentalità e di abitudini.
Quindi in conclusione se agli uomini viene insegnato il perché, le donne sono ancora motivate dal per chi, quindi spesso viviamo per qualcuno anziché per un obiettivo che sia tutto nostro.
Dipende tutto da noi: possiamo riscrivere il nostro manuale, partendo dal nostro perché, e farci avanti anche senza essere perfette, ma con un po’ più di coraggio.

Manuela Misino
Business & Life Coach

Leader e mamma: e se a guidare un team fosse una mamma?

Leader e mamma: maternità palestra per allenare la leadership

Essere mamma, una vera palestra

Leader e mamma: e se a guidare un team fosse una mamma?

Un Leader è colui che conduce altre persone, estraendo il meglio dagli altri. Esattamente quello che fa una mamma che conduce i propri figli verso il futuro e ne conosce le attitudini e le valorizza.
Le mamme hanno una marcia in più nella gestione dei team. Fin dai primi giorni di vita dei propri figli hanno imparato ad osservare, allenare e migliorare le capacità che condurranno a trovare la propria strada.
Imparando a essere mamma, una donna inevitabilmente impara ad essere una Leader, lasciando la libertà di esprimersi, senza dimenticare di essere una guida, dando indicazioni e punti fermi.
Un’indagine dimostra come la maternità sia una palestra per allenare la Leadership: pazienza, ascolto e negoziazione, rendono la donna padrona nella relazione Genitore-figlio, così come all’interno di un’azienda.
Quali sono altri doti femminili?
Intuizione, velocità, responsabilità, coinvolgimento e motivazione sono altre doti che le donne imparano e allenano in casa e che possono riportare ogni giorno nella sfera professionale.
Se a queste aggiungiamo la capacità di non giudicare e saper trovare un profitto dall’errore, per trarne un insegnamento, otteniamo ottimi risultati per qualsiasi team.
Cambiamento sinonimo di opportunità.
Molto spesso le aziende fanno fatica ad accettare i cambiamenti. Si parla delle difficoltà del cambio di generazione e delle opportunità che questo comporta.
Un’indagine sottolinea che una mamma ha imparato ad accettare il cambiamento e a valorizzarne gli aspetti positivi.
Questo processo si può chiamare anche flessibilità e adattamento, un concetto chiave nel mondo imprenditoriale.
Adattarsi al nuovo ruolo di mamma, rende più facile adattarsi al cambiamento che la società vuole e ricerca in un Manager aziendale.
Meno ego e maggiore capacità di chiedere un aiuto.
Una mamma conosce bene il Work Life Balance, è inevitabile per avere il giusto equilibrio.
Sa mettersi da parte e chiedere una mano per condurre al meglio i bisogni familiari, imparando l’altro elemento fondamentale di un buon Manager: la delega.
Infine il Multitasking
Che velocizza la capacità di cambiare il fulcro dell’attenzione, passando da un’attività all’altra senza fermare il flusso delle attività produttive come Manager e come Mamma.
Spesso il limite di una donna è proprio quello di non vedere le capacità innate e di focalizzarsi più sul problema che non sulla soluzione.
In che modo può essere vincente una Donna?
Una donna può essere vincente in 1000 modi.
Primo fra tutti, rimanendo fedele a sé stessa, senza scimiottare i modelli maschili e cercando al suo interno le peculiarità del modello femminile.
Quali sono gli strumenti che una donna deve avere per farsi accettare dai Leader uomini?
L’autorevolezza, che vale anche nel mondo maschile, ma con qualche fatica in più, e con la sensibilità tipica della donna. Infine la coerenza, unita alla competenza.
A che età una Donna può influenzare sé stessa?
A qualunque età…A volte siamo pronte a 20, a volte a 40 altre volte a 60 e perché no alcune volte a 70.
Il momento giusto è quando lo vuoi veramente. Quando vuoi raggiungere un obiettivo, che cambia in base all’esperienza e a questo non ci sono limiti di età.
Come si fa a diventare una donna Leader?
Innanzitutto bisogna volerlo, e avere una propria idea alla soluzione dei problemi, affermandosi con coraggio e determinazione, tenendo sempre presente che bisogna lavorare il doppio, convincere due volte, andare oltre la propria immagine e spiazzare quelle che sono le aspettative del modo di vedere del Leader maschile.
Bisogna far vedere meno muscoli ed essere più decise e soprattutto competenti.
Certo, non tutte le mamme possono essere buone Leader, perché entrano in gioco anche altri fattori, ma sicuramente la maternità è un’ottima palestra.

Manuela Misino
Business & Life Coach

Quali sono i punti di forza delle donne Leader?

Donna leader, quali sono le caratteristiche?

Quali sono i punti di forza delle donne Leader?

Donna Leader,quali sono i punti di forza?Le donne non sempre sono consapevoli di quanto siano pronte per il successo ma il loro potenziale e le loro capacità sono innegabili.

Il genere non dovrebbe essere un fattore che determina se una persona può essere o meno un grande leader: le capacità di leadership di una persona dipendono dai suoi punti di forza e dai suoi punti di debolezza.
Tuttavia, le donne non sono incoraggiate ad assumere ruoli di leadership.
Ma se è vero che le donne sono qualificate quanto gli uomini per guidare, perché c’è disparità tra di loro?

Alcuni studi hanno rilevato che le donne sono più restie a parlare delle loro ambizioni di carriera, perché le donne sono maggiormente guidate da motivazioni intrinseche sul lavoro, piuttosto che da ciò che l’attività o il capo richiede da loro.

Mentre gli uomini, tendono ad essere incentrati sulla carriera e a un ritorno economico, le donne vedono il lavoro in modo più olistico, dando valore allo scopo, all’ integrazione relazionale con i colleghi, e a un equilibrio tra vita professionale e personale.

L’approccio delle donne verso la leadership è più orientato nel condividere le proprie conoscenze con i colleghi per aiutare il team e l’azienda verso un obiettivo comune, e questo atteggiamento le rende più forti nei ruoli manageriali.

Le donne non sempre sono consapevoli di quanto siano pronte per il successo nei ruoli di leadership, ma il loro potenziale e le loro capacità sono innegabili.

Quali sono i punti di forza delle donne Leader?

1. Comprendono l’equilibrio tra lavoro e vita privata.

Le donne sono grandi leader perché sono in grado di comprendere le esigenze delle persone che compongono il team.
Hanno a cuore la squadra e il benessere che include l’equilibrio tra lavoro e vita privata.

2 . Sono empatiche

La maggior parte delle donne sono naturalmente empatiche e puntano a relazioni di valore.
Comprendono le esigenze e gli umori e riescono con maggiore semplicità a riconoscere il tipo di approccio da usare, sia con i collaboratori che con i clienti.
Apprezzano prima di tutto le persone e poi le loro prestazioni e questo è ciò che guida e motiva il team.

3. Sono ottime ascoltatrici

Le donne sono grandi leader perché invece di reagire subito si prendono il tempo di ascoltare, apprezzano le persone e il loro punto di vista.
A torto o ragione ascoltano e poi prendono la loro decisione.

4. Amano prendersi cura

Uno degli aspetti chiave della leadership è la capacità di aiutare i membri del tuo team ad avere successo.
Le donne amano prendersi cura per natura.

5. Si concentrano sul lavoro di squadra

Le donne con cui ho avuto il piacere di lavorare, sono guidate passione, entusiasmo, ma soprattutto hanno un immenso piacere nel servire ed essere di aiuto agli altri.
L’ambiente è meno autoritario, più familiare e cooperativo.

6. Sono naturalmente multitasking

Le donne sono grandi leader perché hanno la capacità di rispondere in modo veloce e deciso a compiti e problemi contemporaneamente.
Fondamentale per una leadership di successo.

7. Amano le sfide

Il desiderio di vincere una sfida spinge le donne a portare a termine le cose.

8. Sono abili comunicatrici

La comunicazione è una delle più grandi abilità di una donna, e le donne leader sanno come usarla!
Sia che che si comunichi con datori di lavoro, colleghi o partner, un flusso di comunicazione aperto consente chiarezza nell’esecuzione di ruoli e responsabilità.
Le donne leader sono in grado di comunicare, in modo chiaro e aperto.
Sia che che comunichi con il capo, con i colleghi o il partner, il flusso di comunicazione sincero, genera chiarezza nell’ esecuzione dei ruoli, delle attività e delle responsabilità

9. Sognano in grande

Le donne sono grandi leader perché hanno un’innata capacità di sognare in grande, superare le sfide e ispirare il team, trasformando grandi idee in azioni e risultati concreti.

10. Sanno gestire situazioni di crisi

Molte donne, sanno affrontare le situazioni di crisi con grande pazienza e ottimismo, soprattutto se mamme, e questo risulta molto efficaci sia nei confronti delle risorse umane che nei clienti.

11. Sanno gestire molti ruoli

Una donna prima di essere una professionista, spesso è anche mamma, moglie e figlia e capita che deve bilanciare i diversi ruoli contemporaneamente nella stessa giornata con persone diverse.

12. Hanno un’elevata intelligenza emotiva

L’intelligenza emotiva, ossia la capacità di riconoscere le emozioni in te stesso e negli altri per poi relazionarti oggi è considerata una vera soft skill,
un comportamento di leadership essenziale.
Credo che questo sia qualcosa che viene più naturale alle donne rispetto agli uomini, ed è qualcosa che ho incontrato personalmente nella mia carriera. Per creare un ottimo ambiente lavorativo e ottenere il meglio dai collaboratori, dimostrare l’intelligenza emotiva come leader è fondamentale.

Una donna che si trova ai vertici aziendali è una persona che ha dovuto lottare, prendere consapevolezza di se stessa e fare delle rinunce per riuscire a occupare il posto in cui si trova. Questo l’ha resa più forte e le ha fatto capire come utilizzare le avversità a proprio vantaggio.

Le donne sono grandi leader perché sono esperte nel far sembrare possibile l’impossibile. Le donne sono pragmatiche, resilienti e di solito in grado di manovrare situazioni difficili con grazia. Ci vuole una spinta in più per arrivare in cima e le donne hanno dovuto spesso fare delle rinunce per occupare il posto in cui si trovano. Ecco perché le donne che emergono in cima sono straordinariamente forti e capaci.
E anche se spesso abbiamo dovuto lottare per arrivarci, le sappiamo che per arrivare in cima l’esperienza è fondamentale, perchè abbiamo sperimentato una varietà di ruoli prima di arrivare a quelli di Leadership.

Naturalmente, lo stile di management al femminile non è meglio di quello maschile, non esiste infatti uno stile migliore di un altro, si può solo cercare di trarre il meglio da entrambe le modalità di approccio, per costruire un modello di business vero e unico.

Manuela Misino
Business & Life Coach

Il multitasking e’ Donna, è davvero la nostra ispirazione?

Il multitasking è donna: è davvero la nostra ispirazione?

Il multitasking e’ Donna, è davvero la nostra ispirazione?
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Si dice che il multitasking è donna ma è davvero la nostra ispirazione? E’ davvero un vantaggio?

Più volte abbiamo ironizzato sul fatto che noi donne siamo bravissime a fare molte più cose contemporaneamente rispetto agli uomini, ma siamo sicure sia davvero un vantaggio?
Abbiamo delle agende che sembrano quella di un capo di stato: scadenze sul lavoro, colloqui con gli insegnanti, la casa da tenere in ordine, la tata, arrivando a sera sfinite e sentendoci in colpa se non facciamo tutto noi.

Entrando in un mood che se non hai corso tutto il giorno come una matta, non sei interessante, ma in realtà il multitasking non fa che renderci meno efficienti.

Conosco molte persone che sono attente all’ecologia, all’ambiente e al pianeta, tema che peraltro condivido appieno, ma queste stesse persone non pongono la stessa attenzione nei confronti di loro stesse.

Allora, forse, è necessario cambiare l’approccio, evitando di fare tutto noi imparando a delegare, a dire qualche no in più e sopratutto a fidarci di coloro a cui deleghiamo un compito.

Eppure quasi tutti sanno cosa devono fare, allora perchè non lo fanno?
Per iniziare col piede giusto, innanzitutto devi conoscere le regole del gioco.
Prima di parlare di obiettivi, dobbiamo colmare colmare il gap tra il saper come fare e farlo davvero.

Quando ci sentiamo perse e non sappiamo più cosa vogliamo; dobbiamo immaginare i nostri obiettivi come una gerarchia, dove alla base ci sono gli obiettivi a breve termine che sono quelli che permettono di raggiungere il secondo fine e, man mano che saliamo nella gerarchia, l’obiettivo finale diventa concreto e realizzabile, ma sopratutto questo metodo diventerà uno stile di vita e per ogni obiettivo sapremo da dove partire.

Inizia dalle cose semplici: per esempio voglio uscire di casa alle 8:00 (primo livello) perchè voglio arrivare al lavoro puntuale (secondo livello) perchè voglio essere puntuale ( terzo livello) per poi continuare a salire di livelli e chiedersi perchè fino ad arrivare all’ultimo livello, dove la risposta sarà semplicemente “perchè si”. Questo sarà l’obiettivo che fa da bussola e dà la direzione a tutti gli altri obiettivi dei livelli inferiori, mettendo in ordine le priorità.

Manuela Misino
Business & Life Coach

Leadership al femminile dipende da noi

Leadership al femminile: dipende tutto da noi

Leadership al femminile dipende da noi

Leadership al femminile: dipende tutto da noi.

Gli americani dicono “It’s all about women, it’s all about us!”

Leadership al femminile: come? Il mondo del lavoro ha subito cambiamenti enormi e la leadership è diventata una caratteristica imprescindibile del manager di oggi. Ma essere un leader donna in un contesto ancora molto maschile richiede la necessità di adottare un approccio diverso, perché le donne incontrano più ostacoli dei colleghi nel fare carriera, e non per questioni di capacità e talento ma per un perpetuarsi di stereotipi e pregiudizi che rendono le carriere femminili un percorso ad ostacoli.

Tutti noi – uomini e donne, senza differenze – dobbiamo comprendere e riconoscere in che modo gli stereotipi offuscano le nostre convinzioni e anziché ignorare le differenze, dobbiamo apprezzarle e integrarle: questa consapevolezza è fondamentale come spinta ad agire.

Apportare cambiamenti richiede tempo e passo dopo passo, istante dopo istante, giorno dopo giorno, la pratica e l’esercizio costante ci porteranno dove vogliamo “essere”.

Abbiamo cambiato la vita di qualcuno – di solito senza nemmeno rendercene conto.

“Leadership significa migliorare la condizione altrui grazie alla nostra presenza e accertandosi che i risultati siano duraturi, anche in nostra assenza.”

Alcune donne sono troppo rigide verso se stesse e cadono nel giudizio e nell’autocritica.

La nuova leadership al femminile richiede di saper gestire i propri talenti, riconoscere i propri punti di forza e individuare le proprie aree di miglioramento; potrai trovare capacità oppure convinzioni limitanti da trasformare in condizioni potenzianti.

La leadership femminile nella nostra cultura aziendale non è così valorizzata, ma i dati oltreoceano ci raccontano una storia diversa, dove molte aziende hanno ai vertici la figura della donna.

Uomini e donne sono veramente diversi? Sì, lo sono, e questa differenza se valorizzata e compresa può essere un elemento di crescita per le aziende.

La femminilità è un mix di talenti, non possiamo pensare di comportarci come gli uomini; anzi, dobbiamo imparare a valorizzare quelle caratteristiche che sono il nostro marchio di fabbrica: empatia, creatività e capacità di relazione.

Sappiamo che la caratteristica principale della donna è la dote del multitasking: riesce a gestire contemporaneamente lavoro, figli, ed esigenze degli altri; allo stesso tempo, abbiamo la tendenza a chiederci continuamente se siamo state all’altezza del compito o avremmo potuto fare di meglio, cercando il miglioramento continuo.

Io, personalmente, mi sono fatta in quattro per conciliare i momenti importanti dei miei quattro figli e la carriera manageriale, e le difficoltà non sono certo mancate. Proprio in questi momenti ho individuato le mie vere passioni e ho scoperto i miei talenti.

La forza delle donne è che pensano al futuro dei loro figli. Per questo il loro impegno sul lungo termine è garantito”.

Essere donne nel mondo del lavoro oggi è già un lavoro di per sé.

Ho iniziato a lavorare alla metà degli anni novanta, quando le aziende erano quasi totalmente in mano agli uomini, e le poche donne che c’erano raramente si trovavano in posizioni di responsabilità.                                    

Contro ogni previsione e sfidando chi diceva che, per politica aziendale, non cercava figure femminili, ho avuto una meravigliosa carriera durata diciassette anni, per poi seguire il mio sogno legato al mondo della formazione aziendale e della crescita personale.

Occorre l’idea giusta, ma anche un metodo per renderla efficace.

E’ essenziale quindi pensare in modo differente, anticipare il mercato. La creatività e la flessibilità, sono armi fondamentali per rispondere rapidamente ai cambiamenti e agli imprevisti che si presentano durante il percorso, per muoversi di conseguenza con determinazione, senza dimenticare una certa dose di umiltà.

L’apprezzamento di sé e l’autostima sono le cose più importanti che una donna può possedere, se non possediamo queste qualità allora dobbiamo svilupparle.

All’inizio della mia carriera di formatrice ho sentito la necessità di mettere in campo le mie competenze e fare un cambiamento, non inteso come rinunciare a qualcosa di me stessa, ma piuttosto come “evolvere”.

Quando vogliamo fare un salto di qualità, il consiglio che mi sento di dare è quello di affiancarsi a un mentore, e io sono partita proprio da qui.

La mia carriera nel mondo della formazione inizia da questo principio. Nel 2016 ho individuato in Bruno Vettore, stimato Manager ai vertici di aziende di primaria importanza ed esperto di comunicazione, la figura del mio mentore.

Questa figura aiuta a muovere i primi passi verso il cambiamento, a credere in se stessi e a “farci aprire gli occhi”.

Unendo i nostri “know how” abbiamo ideato una linea formativa che tocca le tematiche femminili a 360°, dalla comunicazione alla leadership al femminile, sia a livello professionale che personale.

 “Excellence For Womanè pensato sia per le donne che hanno appena intrapreso un lavoro che per quelle che si sono fermate per svariati motivi e desiderano rimettersi in gioco, ma viene pensato anche per gli uomini che vogliono scoprire il mondo misterioso della donna.

“Il femminile non è meglio del maschile e il maschile non è meglio del femminile. Siamo diversi e complementari, entrambi abbiamo bisogno di imparare qualcosa del nostro genere e dell’altro, di aggiustare e di modellare”.

Il nostro sarà il secolo del sorpasso”, come afferma Aldo Cazzullo nel libro ricordandoci quanto fosse difficile la condizione femminile nel passato, ci induce ad apprezzare meglio il nostro presente e il futuro sarà l’epoca in cui le donne avranno sempre più posizioni di responsabilità. Noi partiamo dal presupposto che sia necessario definire prima di tutto cosa rende una donna di successo e felice.

Deve essere chiaro che non tutte le donne desiderano fare carriera o avere figli, mentre altre aspirano ad entrambe le cose.

Insegniamo “emozioni” e certifichiamo “passioni”…

L’intelligenza emotiva ormai è sempre più importante e questo vale in particolare per i manager.

Nel nostro progetto formativo partiamo dalla gestione emozionale, che ha a che fare con la motivazione e la buona gestione dei collaboratori. Dal punto di vista potenziale non ci sono differenze fra uomini e donne, però di fatto l’intelligenza emotiva aiuta le donne a superare l’ansia di voler «dimostrare di sapere tutto», per essere considerate «all’altezza di ogni situazione», a favore di quello che invece è definito «ascolto attivo», in cui si lascia spazio alla controparte e si interviene con domande che stimolano la comunicazione.

In un’epoca così veloce non potevamo immaginare che la flessibilità necessaria a far fronte alle responsabilità di moglie e mamma nel mondo del lavoro non si allineasse alle esigenze contemporanee.

Nonostante le donne avanzino nel mondo del lavoro, le stesse tendono ad imitare l’unico modello di leadership riconosciuto, ovvero quello maschile.

La vera sfida è rendere al meglio nella professione «in quanto donna»,  e sfruttare le nostre caratteristiche più profonde e femminili. Questo non significa essere mamme nei confronti dei colleghi o dei collaboratori, bensì essere morbide e ferme nel contempo.

Gli stereotipi di genere ci hanno trasferito un modello femminile che si concentra sulle aspettative di altri fino a vivere, in alcuni casi, le aspirazioni professionali e le ambizioni personali che altri hanno voluto per noi.

Sul piano professionale, le donne sono ambiziose quanto gli uomini, eppure, se andiamo a leggere, i dati indicano chiaramente che, in tutti i campi, il numero di uomini che aspira alle posizioni di leader è molto più elevato; in realtà le donne non sono meno ambiziose degli uomini, ma aspirano a obiettivi diversi.

Maschi e femmine sono trattati in modo diverso fin dalla nascita, etichettando le donne come più affettuose e gli uomini come più assertivi; mentre i maschi vengono incoraggiati a prendere il comando e a esprimere le loro opinioni, alle bambine viene insegnato ad avere un comportamento appropriato da “brava bambina”, utilizzando il silenzio.

Gli stereotipi di genere che vengono insegnati durante l’infanzia si rafforzano durante la nostra crescita, fino a diventare profezie autoavveranti.

Dal punto di vista culturale, le donne hanno sempre creduto di dover mettere i bisogni degli altri davanti ai propri per essere “brave”: quello che vogliamo trasmettere con “Excellence for Woman” è dare valore a te stessa e alle tue capacità, così come ci hanno insegnato ad apprezzare quelle degli altri.

La donna in carriera deve spesso fare i conti con i sensi di colpa: difficilmente lo stereotipo della donna che lavora è attraente, talmente assorbita dalla carriera da non poter avere una vita privata.

Prima di tutto dobbiamo apportare dei cambiamenti a livello mentale e poi la vita ci sorprenderà di conseguenza. Viviamo spesso in base al nostro passato, ma quando cambiamo il modo di pensare possiamo scoprire un nuovo domani.

Tutti noi abbiamo un’inclinazione e siamo particolarmente portati per quel qualcosa, allora cosa ne abbiamo fatto e dov’è finito adesso?

La passione è la ragione per cui ti alzi volentieri al mattino, è ciò che ti spinge
e ti motiva ad agire. Motivazione e passione si auto-alimentano e ci aiutano a sviluppare il talento.

Se si chiede a un uomo di spiegare il proprio successo, certamente lui ne attribuirà il merito alle proprie doti e capacità innate. Ponendo la stessa domanda a una donna, lei attribuirà il proprio successo a fattori esterni, «essere stata fortunata» oppure «essere stata aiutata da altri». Nelle situazioni in cui un uomo e una donna ottengono entrambi un insuccesso, l’autostima della donna cala in modo assai superiore. L’interiorizzazione del fallimento e l’insicurezza che comporta, influiscono negativamente sul rendimento futuro, avendo pesanti ripercussioni a lungo termine.

Non sono soltanto le donne a essere dure con se stesse, anche i colleghi e i media sono pronti ad attribuire i successi femminili a fattori esterni.

Se desideriamo un mondo con maggiore uguaglianza, dobbiamo riconoscere la minore probabilità che le donne tengano la mano alzata. Servono dei modelli che notino e correggano questo comportamento, sviluppando il talento al femminile. A loro volta le donne devono imparare a tenere le mani alzate perché, quando le abbassano, anche i manager con le migliori intenzioni potrebbero non accorgersene.

Ritengo che tutti noi, uomini e donne allo stesso modo, dovremmo riconoscere che nessuno fa nulla da solo e che per continuare a crescere e a evolvere, dobbiamo credere nelle nostre capacità.

Decenni di ricerche nelle scienze sociali confermano che valutiamo le persone sulla base di stereotipi (fra cui genere, razza, nazionalità ed età).

Gli stereotipi sugli uomini li propongono come attivi, decisi e determinati; quelli sulle donne le descrivono come sensibili, inclini a occuparsi degli altri e alla condivisione.

Viceversa, se una donna esercita pressioni affinché un lavoro venga portato a termine, se è molto competente, se è concentrata sui risultati anziché sul compiacere gli altri, allora si sta comportando come un uomo, e per tutelarci dalle critiche, mettiamo in dubbio le nostre capacità e sminuiamo i nostri risultati, soprattutto in pubblico. Ci mortifichiamo prima che siano gli altri a farlo.

Quando vuoi cambiare le cose, non puoi compiacere tutti. Se lo fai, significa che non stai progredendo abbastanza.

Gli uomini si concentrano su come gestire gli affari e le donne su come gestire la carriera. Gli uomini vogliono risposte, le donne consenso e aiuto.

La condivisione delle emozioni riesce a costruire relazioni più profonde, anche perché siamo motivati da ciò che ci sta veramente a cuore.

Per preoccuparci realmente degli altri dobbiamo comprenderli, capire cosa preferiscono, cosa provano, ma anche cosa pensano. L’emozione stimola donne e uomini, e influenza ogni nostra decisione. Riconoscere che le emozioni hanno un ruolo, ed essere disponibili a discuterle, ci rende manager, partner e colleghi migliori.

Fatto è meglio che perfetto“. Ho cercato di far mio questo motto e di lasciar perdere il perfezionismo, dando spazio all’azione e allontanando gli standard irraggiungibili. In alcuni casi sarà tutto più complicato, ma partendo da qui si potrà effettuare quello “switch” che finora ha portato solo alla frustrazione.

Raggiungere il successo ed entrare nella stanza dei bottoni significa aver superato molte sfide, e per migliorare le caratteristiche sul lavoro è necessario accettare di cambiare, avendo ben chiaro l’obiettivo.

Il nostro progetto al femminile vuole essere uno stimolo a trovare la giusta motivazione, per crearsi un modello personale e unico di leadership sulla base dei nostri valori e della nostra identità, con l’obiettivo di dare alle donne qualcosa che gli uomini tendono a ricevere automaticamente: il beneficio del dubbio.

Il “potere delle persone” è superiore alle “persone di potere”.

Leggi il mio articolo pubblicato sulla Rivista Immobili&Co (pagina 5).

Manuela Misino
Business & Life Coach